Yuzu no Hi: il solstizio d’inverno in Giappone tra rituali, salute e simbolismo
- Marco

- 22 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
l 22 dicembre, in Giappone, non è soltanto una data astronomica. È il Tōji (冬至), il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno. Come spesso accade nella cultura giapponese, un evento naturale diventa un momento carico di significato simbolico, pratiche quotidiane e piccoli rituali che collegano corpo, mente e stagioni.
Questo giorno è conosciuto anche come Yuzu no Hi (柚子の日), il “giorno dello yuzu”, un agrume profumatissimo che diventa protagonista di una tradizione antica e ancora oggi molto sentita: il bagno allo yuzu, accompagnato dal consumo di kabocha, la zucca invernale giapponese.

Cos’è il Tōji e perché è così importante
Dal punto di vista astronomico, il Tōji segna il momento in cui il sole raggiunge la sua altezza minima nel cielo. Da quel giorno in avanti, le ore di luce iniziano lentamente ad aumentare.
Nella visione tradizionale giapponese, influenzata dal pensiero ciclico, dallo yin-yang e dal buddhismo, questo momento non viene percepito come un punto finale, ma come una svolta silenziosa. Il buio ha raggiunto il suo massimo e, proprio per questo, la luce può iniziare il suo ritorno.
Non è una rottura improvvisa, ma un cambiamento graduale, quasi impercettibile.
Yuzu no Hi: perché proprio lo yuzu?
Lo yuzu (柚子) è un agrume tipicamente giapponese, dalla buccia irregolare e dal profumo intenso, a metà strada tra limone, mandarino e pompelmo. In cucina viene utilizzato con parsimonia, ma durante l’inverno assume un ruolo centrale come simbolo di protezione e benessere.
Nel giorno del Tōji, molte famiglie e bagni pubblici (sentō e onsen) praticano lo Yuzu-yu (柚子湯): un bagno caldo in cui yuzu interi vengono lasciati galleggiare nell’acqua.
Secondo la tradizione popolare, questo rituale:
aiuta a prevenire raffreddori e malanni stagionali
favorisce la circolazione sanguigna
rilassa muscoli e sistema nervoso
allevia la secchezza della pelle invernale
ha un effetto calmante grazie al profumo agrumato
Ma il valore dello Yuzu-yu va ben oltre il semplice benessere fisico.
Un gioco di parole che diventa protezione
In giapponese, la parola “yuzu” richiama foneticamente il verbo yuzuru (譲る), che significa cedere, lasciare andare. Fare il bagno allo yuzu nel giorno del Tōji assume quindi un significato simbolico profondo:
lasciare andare la sfortuna, le difficoltà e le energie negative accumulate durante l’anno.
Un gesto semplice, silenzioso, che non pretende di risolvere tutto, ma invita a fare spazio.
Kabocha: la zucca che sostiene l’inverno
Accanto al bagno allo yuzu, un’altra tradizione fondamentale è mangiare kabocha (かぼちゃ), la zucca giapponese.
A differenza delle zucche occidentali, la kabocha ha una polpa compatta, dolce e molto nutriente. È ricca di vitamina A, beta-carotene, fibre e antiossidanti, elementi fondamentali per affrontare i mesi più freddi.
In passato, quando l’inverno rappresentava un periodo di reale scarsità alimentare, la kabocha era una fonte preziosa di energia. Consumata nel giorno del Tōji, aveva lo scopo di rafforzare il corpo e prepararlo alle difficoltà stagionali.
Ancora oggi, molte famiglie giapponesi rispettano questa usanza, cucinando la kabocha in modo semplice: stufata, in tempura o come contorno casalingo.
Ichiyō Raifuku: quando la fortuna cambia direzione
Il Tōji è legato anche a un concetto meno conosciuto al di fuori del Giappone, ma profondamente evocativo: Ichiyō Raifuku (一陽来復).
L’espressione può essere tradotta come: “il ritorno di un singolo raggio di sole porta la buona fortuna”. L’idea è che:
la sfortuna raggiunga il suo limite
da questo momento in poi, la direzione inizi a cambiare
la fortuna ritorni in modo graduale e silenzioso
È una concezione del tempo profondamente giapponese, lontana dall’idea di cambiamento improvviso.
Nessun giorno festivo, ma una tradizione vissuta
Il Tōji non è un giorno festivo nazionale. Non ci sono celebrazioni ufficiali, eventi pubblici o parate.
Eppure:
gli onsen promuovono il bagno allo yuzu
i supermercati mettono in evidenza yuzu e kabocha
le famiglie ricordano e praticano questa tradizione
In Giappone, le usanze più profonde non hanno bisogno di essere proclamate. Continuano a esistere perché fanno parte della vita quotidiana.
Una lezione silenziosa dal Giappone
Yuzu no Hi offre una riflessione sorprendentemente attuale.
Non sempre il cambiamento arriva con rumore o celebrazioni. A volte basta:
un bagno caldo
un profumo agrumato
un piatto stagionale
la consapevolezza che il punto più buio è già stato superato
Nel giorno più corto dell’anno, il Giappone non celebra la luce che esplode, ma la luce che lentamente ricomincia a tornare.
Ed è forse proprio questo il suo insegnamento più profondo.
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